LA DIFFICILE RIPRESA DEL LAVORO NEI VARI ASPETTI IN TEMPI DI COVID-19 - SAF CONSULTING S.r.l.s.

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LA DIFFICILE RIPRESA DEL LAVORO NEI VARI ASPETTI IN TEMPI DI COVID-19

REDAZIONE
05 Giugno 2020

LA DIFFICILE RIPRESA DEL LAVORO
 
 
Dopo diverse fasi per il ritorno alla normalità dal lungo periodo di lockdown, causa Coronavirus da COVID-19, oggi stiamo imparando con estreme difficoltà a convivere e a districarci tra decreti, protocolli, ordinanze, circolari per cercare nel migliore dei modi di avviare le attività lavorative.
 
 
Sicurezza è la parola chiave !.

 
 
Quello che oggi stiamo vivendo e constatando sono le innumerevoli difficoltà di commercianti, ristoratori, aziende, attività manifatturiere, cantieri, liberi professionisti e tutto il mondo del lavoro senza esclusione di alcun settore dove ognuno è fortemente scoraggiato tra burocrazia, lentezza in aiuti concreti, addirittura nulli in molti casi.
 
 
Il mondo del lavoro è stato costretto a fermarsi subendo una grave perdita economica e i tempi del rilancio appaiono troppo lontani poiché le varie imposizioni di adeguare le attività ai protocolli di sicurezza e alle linee guida in accordo ai DPCM, tra costi per la sanificazione, regole ed attrezzature necessarie per il distanziamento, orari di apertura forzati, regolamentazione di accessi e percorsi per i clienti, risulta un aggravio economico ed un rallentamento pesante e spesso insostenibile nel lavoro.
 
Alcuni hanno deciso di riaprire, di reagire e di affrontare tutto questo ma con uno sforzo che in molti casi è troppo grande da sostenere dopo i vari mesi di chiusura, di perdita di lavoro ed economica.
 
 
Tutto questo oggi si sta traducendo in riduzione del personale ed in alcuni casi, non così pochi, in chiusura definitiva dell’attività nella speranza di poter riaprire in un momento migliore.
 
 
Ma quando sarà il momento migliore?
 
Questa è la domanda che tutti quanti ci stiamo ponendo.
 
 
Molti settori sono stati del tutto abbandonati, quali turismo, attività sportive, centri estivi, attività sociali, operatori sanitari, non ci sono regole, non si è a conoscenza di cosa fare, non ci sono prospettive nell’immediatezza ma solo confusione e notizie poco certe.
 
 
Pensiamo ad un settore come quello della formazione per i lavoratori, un settore dove ancora non si discute.
 
Ogni Regione quotidianamente prevede una sua ordinanza che spesso va in contrasto alle linee guida nazionali, lasciando tutto un settore disorientato.
 
Solo poche Regioni si sono adeguate e hanno dato autorizzazione a precedere alla formazione quali Abruzzo, Emilia Romagna, Sicilia, Toscana, Trentino e Veneto, tutte le atre sono ancora soggette a forti limitazioni.
 
Come è possibile questo quando la sicurezza dei lavoratori deve essere sempre garantita, soprattutto in un periodo così particolare?
 
Eppure questo aspetto è rimasto escluso con tutto quello che ne consegue anche per i vari Centri di Formazione in termini di crisi del settore.

 
Confindustria in una recente indagine del 1 Giugno riporta che la produzione industriale ha subito una diminuzione del 33,8%.
 
 
“Il commercio è in forte crisi e la ristorazione è in ginocchio”, questi i titoli di alcuni giornali.
 
Ripresa difficile, non uguale per tutti, ma dopo ormai due settimane o poco più dalla riapertura i bilanci sono molto preoccupanti con una triste prospettiva di chiusura delle attività di circa il 30%.
 
Da una indagine sul campo abbiamo constatato come il lavoro è fortemente crollato anche nel settore dei bar, dove gli stessi anche in centri storici oggi si trovano a servire 16 caffè in una intera giornata mentre prima si aggiravano introno ai 250 tranquillamente.

 
 
Una riduzione di almeno del 70% con bollette, affitti, stipendi e tasse che continuano ad arrivare.
 
Turismo fermo e il nuovo modo di lavorare dello smart working influiscono fortemente sul settore in quanto molti uffici chiusi o con forte riduzione del personale compromettono molto le attività che a stento stanno sopravvivendo.
 
 
Questo è il quadro della situazione del mondo del lavoro nelle città italiane, una realtà già compromessa dalla crisi economica e che oggi per molti rischia di essere il motivo per abbassare la serranda definitivamente.
 
 
Tante parole sono state dette ma pochi sono i riscontri concreti.
 
Urge una profonda e reale riforma fiscale per abbassare le tasse con aiuti concreti per sostenere il periodo in cui non si è lavorato dando modo in un rilancio economico.
 
 
Speriamo che la poderosa “potenza di fuoco” stanziata non continui a tardare se non vogliamo veramente assistere ad un collasso economico irrimediabile.
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