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RSPP. Ruoli e compiti in una azienda

REDAZIONE
In questo articolo vediamo di capire cosa sia la figura del RSPP (Responsabile del Servizio di Prevenzione e Protezione), quali i suoi compiti e il suo ruolo all’interno dei sistema di prevenzione e sicurezza di una azienda.
Vediamo come viene definito dal D.Lgs. 81/08 s .m.i. all’art. 2 comma 1, lett. f):
«responsabile del servizio di prevenzione e protezione»: persona in possesso delle capacità e dei requisiti
professionali di cui all’articolo 32 designata dal datore di lavoro, a cui risponde, per coordinare il servizio di
prevenzione e protezione dai rischi.
Mentre l’addetto al servizio di prevenzione e protezione (ASPP) al comma 1, lett. g):
«addetto al servizio di prevenzione e protezione»: persona in possesso delle capacità e dei requisiti
professionali di cui all’articolo 32, facente parte del servizio di cui alla lettera l);
La figura del ASPP, ovvero dell’addetto, non è una figura obbligatoria all’interno delle aziende così come lo è la figura del RSPP.
Ovviamente per motivi di migliorare il sistema di prevenzione il Datore di Lavoro in accordo con RSPP può nominare e formare le figure in appoggio quali appunto ASPP.
Pertanto il ruolo di RSPP può essere:
·         Svolto dallo stesso datore di lavoro, se l’impresa è costituita da:
-          Fino a 30 lavoratori aziende agricole o zootecniche;
-          Fino a 20 lavoratori per le aziende della pesca;
-          Fino a 200 lavoratori per tutte le altre aziende salvo rischi particolari
Allegato II – casi in cui è consentito da parte del datore di lavoro lo svolgimento diretto dei compiti di prevenzione e protezione (RSPP)
1. Aziende artigiane e industriali
...... fino a 30 lavoratori
2. Aziende agricole e zootecniche ........ fino a 30 lavoratori
3. Aziende della pesca .......................... fino a 20 lavoratori
4. Altre aziende ..................................... fino a 200 lavoratori
(1)
Escluse le aziende industriali di cui all’art. 1 del decreto del Presidente della Repubblica 17 maggio 1988, n. 175,
e successive modifiche, soggette all’obbligo di dichiarazione o notifica ai sensi degli articoli 4 e 6 del decreto
stesso, le centrali termoelettriche, gli impianti ed i laboratori nucleari, le aziende estrattive e altre attività minerarie,
le aziende per la fabbricazione ed il deposito separato di esplosivi, polveri e munizioni, le strutture di ricovero e
cura sia pubbliche sia private.
Nell’art. 31, comma 6, sono riportate le realtà in cui il datore di lavoro è obbligato alla nomina della figura interna all’azienda:
6. L’istituzione del servizio di prevenzione e protezione all’interno dell’azienda, ovvero dell’unità produttiva, è
comunque obbligatoria nei seguenti casi:
a) nelle aziende industriali di cui all’articolo 2 del decreto legislativo 17 agosto 1999, n. 334 e successive
modificazioni, soggette all’obbligo di notifica o rapporto, ai sensi degli articoli 6 e 8 del medesimo decreto;
b) nelle centrali termoelettriche;
c) negli impianti ed installazioni di cui agli articoli 7, 28 e 33 del decreto legislativo 17 marzo 1995, n. 230 e
successive modificazioni;
d) nelle aziende per la fabbricazione ed il deposito separato di esplosivi, polveri e munizioni;
e) nelle aziende industriali con oltre 200 lavoratori;
f) nelle industrie estrattive con oltre 50 lavoratori;
g) nelle strutture di ricovero e cura pubbliche e private con oltre 50 lavoratori.
7. Nelle ipotesi di cui al comma 6 il responsabile del servizio di prevenzione e protezione deve essere interno.
Nei casi di cui al comma 6, obbligatoriamente, o nei casi in cui il datore di lavoro voglia nominare un RSPP interno.
Per interno si intende, che a prescindere della tipologia contrattuale, l’ RSPP sia in grado e perfettamente strutturato nell’ambito dell’organizzazione aziendale e che coordini tutto il sistema prevenzionistico.

Pertanto in base alle caratteristiche aziendali deve essere a totale conoscenze delle dinamiche sia organizzative che produttive.
Interno non vuol dire necessariamente un lavoratore dipendete della struttura aziendale.
All’art. 32 del medesimo testo unico della sicurezza vengono riportate le capacità e i requisiti professionali che il tecnico o il datore di lavoro deve possedere per assumere tale incarico e ricoprire tale ruolo.
Il Responsabile del Servizio di Prevenzione e Protezione (RSPP) è un vera consulenza per il datore di lavoro ai fini dell’identificazione e valutazione dei rischi lavorati con la conseguente stesura del Documento di Valutazione dei Rischi (DVR).
Di seguito l’art. 33 in merito ai compiti del RSPP:
1. Il servizio di prevenzione e protezione dai rischi professionali provvede:
a) all’individuazione dei fattori di rischio, alla valutazione dei rischi e all’individuazione delle misure per la
sicurezza e la salubrità degli ambienti di lavoro, nel rispetto della normativa vigente sulla base della specifica
conoscenza dell’organizzazione aziendale;
b) ad elaborare, per quanto di competenza, le misure preventive e protettive di cui all’articolo 28, comma 2, e i
sistemi di controllo di tali misure;
c) ad elaborare le procedure di sicurezza per le varie attività aziendali;
d) a proporre i programmi di informazione e formazione dei lavoratori;
e) a partecipare alle consultazioni in materia di tutela della salute e sicurezza sul lavoro, nonché alla riunione
periodica di cui all’articolo 35;
f) a fornire ai lavoratori le informazioni di cui all’articolo 36.
2. I componenti del servizio di prevenzione e protezione sono tenuti al segreto in ordine ai processi lavorativi di cui
vengono a conoscenza nell’esercizio delle funzioni di cui al presente decreto legislativo.
3. Il servizio di prevenzione e protezione è utilizzato dal datore di lavoro.
Tra il datore di lavoro e RSPP ci deve  essere una perfetta sinergia dove il datore di lavoro stesso dovrà collaborare ai fini della prevenzione come previsto nell’art. 18 comma 2:
2. Il datore di lavoro fornisce al servizio di prevenzione e protezione ed al medico competente informazioni in
merito a:
a) la natura dei rischi;
b) l’organizzazione del lavoro, la programmazione e l’attuazione delle misure preventive e protettive;
c) la descrizione degli impianti e dei processi produttivi;
d) i dati di cui al comma 1, lettera r) e quelli relativi alle malattie professionali;
e) i provvedimenti adottati dagli organi di vigilanza.
Nonostante la figura del RSPP sia centrale nel sistema prevenzionistico non è direttamente sanzionabile secondo il D.Lgs. 81/08 e s.m.i. in quanto si parla di compito e non di obblighi del RSPP.
La titolarità degli obblighi restano comunque in carico al datore di lavoro.
In fatti se osserviamo l’art. 17, dove si parla di obblighi non delegabili del datore di lavoro e nell’art. 28 è pur sempre il datore di lavoro che si assume tutta la paternità della valutazione e prevenzione dei rischi.
L’esonero pertanto non esclude l’RSPP dai delitti colposi quali omicidio e lesioni che di verificano nei luoghi di lavoro.
Altro caso è quello della cooperazione con il datore di lavoro visto il codice penale all’art. 113:
1.       nel delitto colposo, quando l’evento è stato cagionato dalla cooperazione di più persone, ciascuna di queste soggiace alle pene stabilite per il delitto stesso.
2.       La pena è aumentata per chi ha determinato altri a cooperare nel delitto, quando concorrono le condizioni stabilite nell’art. 111 e nei numeri 3 e 4 dell’art. 112.
Analizziamo ora un altro aspetto della figura del Responsabile del Servizio di Prevenzione e Protezione, ovvero nel caso in cui si dovesse trovare a ricoprire il ruolo di Coordinatore della Sicurezza in Fase di Esecuzione nei cantieri temporanei o mobili.
 
In questo caso, come stabilito dal legislatore, ci troviamo in un evidente caso di incompatibilità in quanto si va a confluire nella stessa persona la figura di controllore e controllato nella fattispecie nel controllo del POS (Piano Operativo di Sicurezza) della ditta che lavora in cantiere per la quale ricopre il ruolo di RSPP.
 
Infatti nell’art. 89 comma 1, lett. f) troviamo quanto segue:
 
f) coordinatore in materia di sicurezza e di salute durante la realizzazione dell’opera, di seguito denominato coordinatore per l’esecuzione dei lavori: soggetto incaricato, dal committente o dal responsabile dei lavori,
 
dell’esecuzione dei compiti di cui all’articolo 92, che non può essere il datore di lavoro delle imprese
 
affidatarie ed esecutrici o un suo dipendente o il responsabile del servizio di prevenzione e protezione
 
(RSPP) da lui designato. Le incompatibilità di cui al precedente periodo non operano in caso di coincidenza
 
fra committente e impresa esecutrice.
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